Procedura con tecnica di radiofrequenza eseguita ambulatorialmente per il trattamento della ipertrofia dei turbinati nasali inferiori

13
febbraio
2012

 

Il naso è un organo fondamentale per una corretta respirazione, il cui compito è essenzialmente quello di depurare, riscaldare ed umidificare l’aria inspirata; in sintesi risulta essere il “climatizzatore”  dell’aria che giunge ai bronchi e ai polmoni.  Tale funzione è assolta dai turbinati nasali, presenti in ciascuna fossa nasale in numero di tre, superiore, medio ed  inferiore, formazioni carnose costituite da uno scheletro osseo(a forma di grondaia montata con la concavità verso il basso) rivestito da tessuto spugnoso(corpi cavernosi) che si riempie di sangue. La mucosa che ricopre queste strutture è ricca di ghiandole che secernono muco(il che contribuisce alla umidificazione dell’aria) e di ciglia(il cui movimento allontana la polvere rimasta invischiata nel muco nasale purificando l’aria); il sangue che riempie i corpi cavernosi cede calore per la funzione fondamentale di riscaldamento.Oltre a ciò i turbinati regolano il flusso dell’aria inspirata variando le loro dimensioni(grazie al maggiore o minore apporto di sangue all’interno dei corpi cavernosi) e contribuiscono pertanto alla sensazione di buona o cattiva respirazione nasale.

Quando i turbinati inferiori aumentano di volume(ipertrofia) per cause allergiche specifiche o per cause generiche, come variazioni di temperatura o di umidità, impiego di farmaci, variazioni ormonali si determina il quadro dell’ostruzione nasale.

Un corretto approccio anamnestico permette di indirizzare facilmente verso una diagnosi precisa.
Così la valutazione della difficoltà respiratoria lamentata dal paziente fornisce informazioni insostituibili circa la natura dell’ostruzione nasale.
Se la “chiusura del naso” varia durante la giornata o con le diverse posizioni del corpo assunte dal paziente(es. supina, a letto) o con gli sbalzi di temperatura, pochi sono i dubbi sulla implicazione dei turbinati nasali nel disagio del paziente.
La visita specialistica, meglio se effettuata in videofibroscopia (che permette al soggetto stesso di verificare l’esatta natura del problema prendendone visione diretta),confermerà o meno  senza ombra di dubbio quanto sopra.
L’ostruzione nasale, con il perdurare del tempo e delle cause scatenanti, può diventare difficilmente reversibile, accentuarsi durante la notte(in virtù della posizione supina che aggrava la congestione dei turbinati) e può accompagnarsi ad altri sintomi come rinorrea(secrezione nasale), starnutazione, prurito nasale, iposmia(riduzione della capacità olfattiva), mal di testa, russamento e sintomatologia sinusitica per ostruzione degli spazi di comunicazione tra naso e seni paranasali.
Molto spesso nel tentativo di migliorare la respirazione nasale i pazienti utilizzano spray nasali vasocostrittori comunemente disponibili in commercio senza ricetta medica, con un beneficio solo transitorio ed ulteriore peggioramento dell’ostruzione nasale per il ben noto “effetto rimbalzo” di tali farmaci che incrementa la congestione dei turbinati; il risultato è spesso una dipendenza dal farmaco per poter respirare adeguatamente con il naso.
La terapia medica, basata sull’utilizzo di antistaminici e cortisonici per via nasale(topica) o per via sistemica(per os o im), può risolvere solo le forme più lievi di ipertrofia dei turbinati e spesso in maniera solo temporanea e non soddisfacente per il paziente; nella restante parte dei casi  la soluzione definitiva all’ostruzione nasale è la terapia chirurgica che ha l’intento di ridurre il volume di queste strutture.
Negli anni le numerosissime tecniche proposte hanno seguito una evoluzione in senso conservativo passando dalla rimozione parziale o subtotale del turbinato senza rispetto della fisiologia del naso e della respirazione, alla raffinata e funzionale tecnica della “decongestione sottomucosa con radiofrequenza” che rispetta le strutture nasali e la fisiologica  funzionalità dei turbinati: questa, attualmente, rappresenta  la procedura di riferimento per l’ostruzione nasale da ipertrofia dei turbinati per la scarsissima invasività, l’elevata efficacia, l’ottima tollerabilità(completa assenza di dolore nell’esecuzione e nel post-operatorio),  l’estrema precisione, il sanguinamento pressoché nullo, il disagio praticamente inesistente anche per l’assenza di tamponi nasali.

Radiobisturi Ellman con il suo manipoli per turbinati

La procedura viene eseguita ambulatorialmente, con anestesia di contatto (senza iniezioni locali) ovvero con garzina di tessuto non tessuto imbevuta di anestetico e posizionata nella fossa nasale per 20 minuti(una sensazione di anestesia alla arcata dentaria superiore ne confermerà la efficacia), in visione videoendoscopica diretta. Il radiobisturi, il cui manipolo presenta un terminale simile ad una forchetta con 2 soli rebbi del diametro di un grosso ago (vedi manipolo nella foto), viene introdotto nel corpo cavernoso del turbinato e tramite l’emissione di onde radio vaporizza il tessuto riducendone il volume in maniera controllata, calibrando la potenza del bisturi stesso in maniera variabile e personalizzata da paziente a paziente. In questo modo la mucosa esterna rimane integra ed il sanguinamento è pressoché nullo. Terminato l’intervento (la cui durata effettiva è di circa 15 minuti) non è necessario il posizionamento di alcun tampone(vista l’assenza di perdita ematica) ed il paziente può tornare al suo domicilio o se necessario al lavoro. Per alcuni giorni si eseguiranno lavaggi nasali nonché si instilleranno gocce nasali balsamiche ed antibiotiche. Dopo alcune ore dall’intervento il naso si “tapperà” come durante un blando raffreddore (conseguenza dell’edema post-operatorio dei tessuti) per poi “riaprirsi” gradualmente  in circa 18-24 ore.  Controllo dopo 5 giorni ed ulteriori 7 giorni. Il miglioramento respiratorio si avverte giorno dopo giorno e raggiunge il grado definitivo e stabilizzato in circa 1 mese.
Nessuna controindicazione alla procedura tranne che nei portatori di pace-maker, nei quali la radiofrequenza può interferire con il buon funzionamento del pace-maker stesso. In coloro che assumono antiaggreganti(aspirina e altri) si consiglia la sospensione della terapia nei 10 giorni precedenti (l’antiaggregante facilita il sanguinamento ed in videofibroscopia si lavora in campo pressoché esangue) od il passaggio temporaneo a terapia con eparinoidi; per lo stesso motivo si raccomanda a tutti i pazienti di non assumere acido acetilsalicilico(Aspirina o similari) nei giorni che precedono l’intervento e di preferire, se necessario, il paracetamolo( Tachipirina o similari).
Ovviamente, in caso di forme infiammatorie delle prime vie aeree o forme influenzali febbrili,  è preferibile rinviare la procedura di qualche giorno.
La reale percentuale di recidive è di circa il 3-4% ed essenzialmente negli allergici di grado importante, in cui lo stimolo continuo e protratto della forma allergica sul tessuto dei turbinati può a distanza di tempo determinarne un nuovo “sfiancamento” con ripresentazione della sintomatologia ostruttiva nasale; in questo caso nulla osta al reintervento che in genere risulta definitivo.