La rinopatia vasomotoria allergica(rinite allergica) rientra nel quadro delle rinopatie vasomotorie(RV), nel novero delle quali si riconoscono entità cliniche a diversa eziologia(allergica, ormonale, medicamentosa, neurotonica, psicogena) ma tutte caratterizzate dalla triade sintomatologica ostruzione nasale, rinorrea e starnutazione e dalla comune origine in un in un disequilibrio vasomotorio della mucosa nasale che può essere riassunto nella denominazione”sindrome [...]

10
aprile
2013

La rinopatia vasomotoria allergica(rinite allergica) rientra nel quadro delle rinopatie vasomotorie(RV), nel novero delle quali si riconoscono entità cliniche a diversa eziologia(allergica, ormonale, medicamentosa, neurotonica, psicogena) ma tutte caratterizzate dalla triade sintomatologica ostruzione nasale, rinorrea e starnutazione e dalla comune origine in un in un disequilibrio vasomotorio della mucosa nasale che può essere riassunto nella denominazione”sindrome da iper-reattività nasale”.

La rinite cronica rappresenta nelle sue diverse forme il più comune disturbo dell’apparato respiratorio:ne sarebbero infatti affetti il 10% dei bambini, il 20% dei giovani ed in generale il 25% della popolazione. Non va dimenticato poi che l’apparato respiratorio rappresenta un tutt’uno dalle narici agli alveoli polmonari e che sono ben note relazioni riflesse di tipo nervoso tra le alte e le basse vie aeree, che si esprimono nel cosiddetto riflesso rino-sinuso-bronchiale, spiegandosi così l’associazione rinite-broncospasmo(asma bronchiale ) ; come pure è doveroso ricordare la frequente associazione di complicanze sinusali ed otologiche nella patologia rinitica cronica.

Si evince dunque quanta importanza rivesta in termini di peso sociale tale patologia, che incide negativamente sulla qualità della vita di una notevole fascia di individui, senza contare il costo in termini di perdita di ore di studio e di lavoro nonché di spesa sanitaria.

Nelle forme specifiche,RINOPATIE VASOMOTORIE SPECIFICHE O RVS, che corrispondono alle riniti allergiche, è possibile identificare un agente eziologico di tipo inalatorio(allergene) in grado di agire solo in determinati periodi dell’anno(forme periodiche o stagionali) o costantemente nel tempo(forme perenni); tra le prime vi sono i pollini di varie piante(graminacee, parietaria, olivo, cipresso, composite,ecc) con crisi allergica nel periodo di pollinazione mentre nel secondo caso gli allergeni sono costituiti da acari, muffe, miceti con sintomatologia presente tutto l’anno e periodi di recrudescenza in primavera ed autunno.

Il legame dell’allergene all’anticorpo specifico(IgE), esposto sulla membrana cellulare di mastociti e basofili(cellule presenti nella mucosa nasale), provoca il rilascio da parte di queste cellule dei mediatori chimici dell’infiammazione che determinano il quadro clinico caratteristico, con reazioni sia immediate(pochi minuti) che tardive(alcune ore).

Rinite allergica stagionale o periodica(pollinosi o febbre da fieno)

“POLLINOSI INVERNALE E PRE-PRIMAVERILE” (Dicembre-Marzo)

Betullacee (enorme distribuzione in giardini pubblici

e privati), Corilacee (nocciolo), Cupressacee, Pinacee

“POLLINOSI PRIMAVERILE” (Aprile-Giugno)

Graminacee(principali responsabili di riniti allergiche)

e Plantaginacee

 

“POLLINOSI PRIMAVERILE-ESTIVA”

Parietaria

 

“POLLINOSI ESTIVA-AUTUNNALE” (Luglio-Settembre)

Composite

Rinite allergica perenne o aperiodica

MICOFITI(alternaria, cladosporium, aspergillus, penicillum)

ACARI DELLA POLVERE DOMESTICA(dermatophagoides pteronyssimus e dermatophagoides farinae)

ALLERGENI DI ORIGINE ANIMALE(cane, gatto, cavallo, coniglio, cavia, canarino, pappagallo)

 

Le forme aspecifiche,RINOPATIE VASOMOTORIE ASPECIFICHE O RVA, si differenziano per non essere legate all’attività di un allergene di tipo inalatorio e per avere una estrensicazione d’organo limitata alla mucosa nasale senza il coinvolgimento di altri organi e/o apparati come avviene nelle forme allergiche.

Si distinguino RVA a cellularità negativa ed RVA a cellularità positiva.

RVA A CELLULARITA’ NEGATIVA:


RVA senza eosinofili
: da iperreattività nasale per squilibrio simpatico-parasimpatico spontaneo o indotto(variazioni di temperatura, odori, luce intensa, umidità, fumi, inquinamento, stress, depressione, farmaci, variazioni ormonali) con alterazione della regolazione della motilità dei vasi sanguigni della mucosa nasale in genere per prevalenza parasimpatica

      Rinite istaminica(la più frequente)

      Rinite angiospastica (o simpatico-tonica o adrenergica: associazione con sindromi simpatico-toniche:acrocianosi, s. di Raynaud)

      Rinite vasomotoria colinergica(da liberazione di acetilcolina per stimolazione vagale)

      Rinite medicamentosa

      Rinite ormonale

      Rinite da decubito

      Rinite senile

      Rinite occupazionale

RVA A CELLULARITA’ POSITIVA:

RVA eosinofila (nares:rinite non allergica con predominanza di eosinofili):reazione simil-allergica con incremento di eosinofili,(cellule del sangue associate alle allergie) nel siero e nelle secrezioni nasali

RVA mastocitaria(narma:rinite non allergica con predominanza di mastociti):mastocitosi nel secreto nasale

RVA neutrofila(narne:rinite non allergica con predominanza di neutrofili):neutrofilia nel secreto nasale)

RVA eosinofilo-mastocitaria(naresma)

Nares, Narma, Narne e Naresma  potrebbero  una base genetica non identificata  e più spesso delle altre vanno incontro a complicazioni(otite, poliposi, asma).

Tra i probabili fattori predisponenti che possiamo definire “aspecifici” possiamo considerare:distonia vegetativa con prevalenza parasimpatica, nevrosi ansiosa e depressione,temperatura, umidità e fattori inquinanti ambientali,fumo di tabacco, fattori ormonali, farmaci e flogosi infettive.

Un cenno al fenomeno della reattività crociata.Soggetti che soffrono di allergie ai pollini possono avere reazioni allergiche quando mangiano frutta e verdura. Es: soggetto allergico al polline di betulla che presenta bruciore in bocca, prurito al cavo orale, sensazione di chiusura alla gola, edema labiale e papule sulla mucosa del cavo orale quando mangia la mela. Il soggetto allergico ha prodotto IgE specifiche per i pollini della betulla, che legano i recettori sui mastociti residenti nel cavo orale.Quando il soggetto mangia una mela, l’allergene della mela è riconosciuto per la sua “somiglianza molecolare”, dalle IgE specifiche per l’allergene betullaceo e si scatena la cosiddetta sindrome orale allergica(SOA).