Quante volte nella pratica clinica succede che il paziente si rivolga allo specialista per un  abbassamento uditivo monolaterale insorto in maniera repentina, senza alcun dolore, magari con sensazioni vertiginose più o meno accentuate, e soprattutto con un fastidioso sibilo o ronzio associato. E quante volte il paziente ritiene, erroneamente, che la causa sia solo un [...]

15
maggio
2013

Quante volte nella pratica clinica succede che il paziente si rivolga allo specialista per un  abbassamento uditivo monolaterale insorto in maniera repentina, senza alcun dolore, magari con sensazioni vertiginose più o meno accentuate, e soprattutto con un fastidioso sibilo o ronzio associato. E quante volte il paziente ritiene, erroneamente, che la causa sia solo un banale tappo di cerume. E allora aspetta giorni o settimane prima di rivolgersi al proprio  medico che, non obiettivando alcunché ispezionando l’orecchio con gli strumenti a sua disposizione, invia il paziente dallo specialista, con ulteriore perdita di tempo prezioso per una diagnosi, quella di IPOACUSIA-SORDITA’  IMPROVVISA, che necessita di cure tempestive per avere qualche probabilità di successo.

 

Con il termine ipoacusia(sordità) improvvisa si identifica un deficit uditivo di tipo percettivo, insorto improvvisamente o comunque in meno di 24 ore.

La diagnosi, almeno in una prima fase, è relativamente semplice e sifonda sull’anamnesi (in particolare modalità di insorgenza e sintomi associati), la visita ORL (normale), l’esame audiometrico (in urgenza).

Identificheremo così una sordità insorta in meno di 24 ore, in un soggetto generalmente adulto, in pieno benessere, unilaterale, raramente
bilaterale, nella gran parte dei casi isolata. In circa 1/3 dei casi saranno
presenti acufeni, vertigini e/o disturbi dell’equilibrio. Diciamo subito che
l’associazione di questi ultimi sintomi, in particolare della vertigine, rappresenta un indice prognostico sfavorevole nei confronti della possibilità
di un recupero uditivo, tanto più frequente quanto minore è l’entità del
danno uditivo iniziale.

L’esame audiometrico evidenzierà un deficit uditivo neurosensoriale
superiore a 30 dB in almeno 3 frequenze contigue.
Formulata così una prima fondata ipotesi diagnostica, inizieremo un
ulteriore percorso diagnostico,al termine del quale avremo un quadro
clinico più completo. Ed allora approfondiremo l’anamnesi alla ricerca
di antecedenti otologici (interventi chirurgici, sordità preesistente, barotraumatismi, esposizione a rumore industriale), di precedenti patologici
(cardiopatie, emopatie, diabete, malattie infettive virali o batteriche), di
assunzione di farmaci potenzialmente ototossici (streptomicina, gentamicina, furosemide, chinino, cisplatino, salicilati), alla ricerca cioè di
situazioni che abbiano reso “più fragile” l’orecchio interno.
Quindi completeremo il bilancio cocleo-vestibolare con l’esecuzione di
tutti i test funzionali (audiometria vocale, impedenzometria, potenziaevocati uditivi, esame vestibolare) e naturalmente non avremo trascurato una buona serie di esami di laboratorio, particolarmente mirati allo studio del rischio tromboembolico e, se il paziente è particolarmente giovane, alla valutazione dell’assetto immunitario. Ed ovviamente avremo già predisposto una TC della rocca petrosa e una RMN dell’encefalo (esami complementari) per uno studio morfologico del sistema uditivo.

Al termine di questa seconda fase diagnostica potremo, con ragionevole certezza,escludere che il paziente in esame sia affetto da una
delle seguenti patologie: neurinoma dell’acustico, colesteatoma primitivo o secondario, otosclerosi cocleare, sindrome di Cogan, malattia di
Menierè, labirintite batterica o virale, ipoacusia post-traumatica, fistola
perilinfatica, sclerosi multipla, insufficienza cerebro-vascolare.
Saremo quindi autorizzati a pensare che l’ipoacusia di cui soffre il paziente
sia da considerarsi una  malattia “idiopatica” che letteralmente vuol dire 
“condizione patologica spontanea originatasi senza causa riconoscibile.


L’incidenza della sordità improvvisa è di circa 5-20/100000 abitanti (in
media 1/3000 abitanti nei paesi industrializzati).
Dato che una grande percentuale di sordità improvvise recupera spontaneamente e che un numero elevato di ipoacusie improvvise parziali sono sottovalutate da parte dei pazienti, questi valori sono probabilmente sottostimati. Individui di tutte le età possono essere affetti da ipoacusia improvvisa, anche se rara è l’incidenza nei bambini ove è possibile rimanga sconosciuta.

Il picco di maggiore incidenza è la sesta decade di vita (età media tra 40 e 54 anni). Il sesso non sembra essere un fattore di rischio essendo la malattia ugualmente    distribuita tra uomini e donne.

Una diagnosi non tardiva è l’unico vero presidio terapeutico che unitamente ad una  terapia  idonea(e non solo farmacologica, vedi ad esempio la terapia iperbarica) possa dare buoni risultati con ripresa completa della funzione uditiva.

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